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Elaborazione di eventi traumatici
Alcune esperienze non passano con il tempo. Restano lì, e continuano a farsi sentire in modi che spesso non colleghiamo nemmeno a quello che è successo.
Che cosa succede
Non è la gravità oggettiva di un evento a determinarne l’impatto, ma il modo in cui la persona lo ha vissuto e le risorse che aveva a disposizione. Quando un’esperienza è troppo intensa o si ripete nel tempo, il sistema che normalmente elabora e archivia i ricordi può bloccarsi. Il ricordo resta immagazzinato insieme alle emozioni e alle sensazioni fisiche di quel momento. Per questo un odore, un tono di voce o un luogo possono riattivare una reazione fortissima anche a distanza di anni. Si parla di trauma anche per trascuratezza, svalutazioni ripetute, relazioni instabili e umiliazioni prolungate.
Come può aiutare la terapia
Nel mio lavoro utilizzo l’EMDR, integrato all’interno di un percorso cognitivo comportamentale. Le prime fasi servono a costruire stabilità e risorse; solo dopo si passa all’elaborazione attraverso una stimolazione bilaterale che riattiva il processo naturale con cui la mente integra le esperienze. Non è necessario raccontare l’evento nei dettagli. Nel corso delle sedute il ricordo perde la sua carica: non viene cancellato, cambia il modo in cui è archiviato. Puoi approfondire il metodo nella pagina dedicata all’EMDR.
