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Ansia e attacchi di panico
Ci sono persone che convivono con l’ansia da anni senza che nessuno se ne accorga. Continuano a lavorare, a studiare, a prendersi cura degli altri, e intanto portano dentro una tensione che non si spegne mai del tutto.
Che cosa succede
L’ansia in sé non è un problema: è un sistema di allarme che serve a proteggerci. Diventa una difficoltà quando resta acceso anche quando non c’è nulla da cui difendersi, oppure quando la sua intensità supera di molto quello che la situazione richiederebbe. La mente anticipa continuamente scenari negativi, diventa difficile rilassarsi e il pensiero torna sempre sulle stesse preoccupazioni. Possono comparire tensione muscolare, disturbi del sonno e senso di oppressione al petto. L’attacco di panico è un’ondata di paura molto intensa, accompagnata da cuore accelerato, respiro corto, sudorazione e sensazione di soffocamento o di irrealtà. Il timore che accada di nuovo porta spesso all’evitamento e restringe la vita.
Come può aiutare la terapia
L’approccio cognitivo comportamentale ha un solido supporto scientifico nel trattamento dei disturbi d’ansia. Il lavoro parte dal capire il proprio meccanismo dell’ansia: i pensieri che la innescano, i comportamenti che la mantengono attiva e ciò che succede nel corpo. Si costruiscono strumenti concreti per gestire l’attivazione fisiologica, si affrontano gradualmente le situazioni evitate e, quando serve, l’EMDR può diventare uno strumento utile all’interno del percorso. L’obiettivo non è eliminare l’ansia, ma riportarla a una misura che non condizioni più le tue giornate.
